mercoledì 4 gennaio 2012

Io non capisco

Ma perchè  questo tira molla?
Insomma.. arrivi, mi fai il cielo colorato di blu, mi scaldi cuore e corpo, mi fai contenta (sì, mi sento bene, sorrido, ho voglia di fare, di andare in giro, parlare, guardar per aria, annusare).
Poi, senza dir nulla, sparisci.
Io cerco di far finta di niente ma, a poco a poco, mi prende il gelo, mi incupisco, un po' mi arrabbio, molto mi sento abbandonata.
Almeno un avviso, almeno un "non sei tu che non vai, io, sono io la testa di sale : non riesco, no, non riesco proprio a costruire una relazione, il noi mi spaventa ma quando sarò pronto so che ti rimpiangerò.".
O anche un "mavaffanculo, ma quanto mi son sbagliato? mi eri sembrata una meraviglia e guarda invece che poca cosa sei..".
Se lo facessi mi eviteresti queste giornate. Mi avessi avvisato, stronzo di un clima instabile, ora non sarei qui a congelarmi in un vestito leggero . Mi fai star male. Ti detesto.
Non è vero. Calduccio, torna da me. Mi manchi.

lunedì 19 dicembre 2011

la morte capita

La morte capita.

La morte càpita. 
Perchè la morte capìta, no, non lo è affatto. 
Perchè dicono tumore ed il mondo ti crolla addosso e ti schiaccia e pensi non mi rialzo più. 
Poi ce la fai, ce la si fa, io mi son alzata sempre: dopo Il nonno, persino dopo La Zia Luisa mi son rialzata e la Paola, pure con lei ce l'ho fatta e La Daniela, che mi è parso di morire insieme a lei e invece eravamo vivi entrambi e allora anche stavolta eccomi in piedi, un acciacco in più, una piccola gobba, appoggiati, che ti sia comoda, e andiamo.
La morte càpita, facciamo che sia un po' in là e che non ti faccia troppo male. Proviamo.

sabato 17 dicembre 2011

Ringrazio

ho incontrato..ringrazio per le offese ricevute perchè mi han insegnato ad esser forte, ringrazio per le porte chiuse in faccia, che mi han fatto capire che nulla ci è dovuto. Ringrazio chi mi è stato accanto , chi mi ha donato il suo sorriso, chi ha asciugato le mie lacrime, e chi in silenzio se ne andato. Ringrazio chi è rimasto mentre tutto andava storto, ringrazio chi mi ha amata perdonando i miei errori. E un grazie a chi mi ha delusa mille volte inconsapevole di farmi male, anche a te io mi inchino...mi hai insegnato a perdonare....Ora guardo il futuro e penso...cosa ancora dovrò capire per smettere di soffrire!? 

martedì 13 dicembre 2011

indignazione

Io vorrei sapere.La Mussolini Stipendio a 5000€? Ma così ci mandate in giro nudi.

Mi chiedo come e quando il disgusto individuale si trasforma in rivolta.
Quando e come chi se la racconta tra sè e sè o con gli amici suoi incontra altri sè ed amici altri.
Vorrei sapere che cosa è necessario per tramutare il mugugno in tumulto, il brontolio in ribellione, il mormorio in sedizione.
Vorrei sapere dove e quando.
Ci vediamo lì.

venerdì 9 dicembre 2011

essere

Tra questo .............................              e.........                   questo.........................








oggi mi sento e ...

mercoledì 7 dicembre 2011

Strana mattina

E' una giornata, una mattinata strana. Di quelle mattine con il tempo che scorre all'indietro e respiri a circuito interno.
Circonvessa, raggomitolata, ripiegata dentro l'involucro dei pensieri, seduta sul bordo dell'anima.
Eh, serve anche questo, mi dicono.  L'osservazione, la riflessione servono. Non sempre scattare in aria come elastici impazziti,ma allentare per rimodellarsi interiormente. Ci sono persone che vivono così, guardandosi dentro in ogni momento, calibrando azioni e pensieri, molto accorte a non sbagliare, come se la vita fosse un concorso a premi. Non lo è invece. La vita è quel che è, una scuola, senza infamia nè lode.
Vivere senza sperare nella caramella, nel contentino finale, nel paradiso.
Vivere per il solo fatto di esserci, tutti insieme.
Vivere perchè ci piace così, tra sangue e nuvole, a curarci le ferite, una volta a me e una volta a te.
Senza trofei, senza poltrone, senza corone.
Solo panni stesi nel cuore ad asciugare
e linea d'orizzonte da inseguire.
Senza mai arrivare......

Si questa mattinata è davvero strana e mi invade la tristezza.....

lunedì 5 dicembre 2011

la scema del villaggio

E quando reagisci pensando ma che bastarda con quel tono lì, quello che un poco ti viene da ridere, quel tono che ridi di lei  di quello che fa, di quello che dice quello che useresti con la scema del villaggio che abbia appena inchiodato la porta alla vecchietta che gli sta sul culo, quando ti viene quel tono lì che anzichè dargli una testata sul naso o riempirla di sperle ridi e pensi alla scema del villaggio, allora non ci son dubbi: 


                                                                                                                    sei davvero zen.