sabato 23 novembre 2024

Un periodo di transizione




 Anche se una persona vi piace e voi piacete a lui, prima di iniziare una relazione, assicuratevi che sia in pace con se stesso e che abbia raggiunto la consapevolezza della sua vita e di ciò che cerca. 

Evitate persone con periodi di transizione, con storie finite ma infinite, con scheletri nell'armadio e che vivono stati confusionali. 

Se una persona all'improvviso fa il fantasma con te, rispetta i morti e non cercarla più...... Lasciala riposare in pace ... Non ne vale la pena.

Se una persona non ti cerca e non si interessa a te.... non è perchè non ha il tempo per farlo, non è come vi vogliono far credere ...

Perchè il tempo lo trovi se ci tieni...

Non lo fà perchè non ci tiene a te e non gli interessa farlo.

Punto...

E non ti devi scusare se poi rispondete con i fatti ad un atteggiamento negativo, oppure se tratti male qualcuno....

Le azioni corrispondono sempre ad un comportamento ricevuto...

Ricordate sempre che dovete essere un' amante, una compagna e non un assistente sociale o uno psicologo.

Non siate mai un'opzione oppure una scelta di comodo mandate a fancul@ chi non vi merita.

mercoledì 20 novembre 2024

…..” spezzati ma vivi”

 "…Spezzati, Ma vivi…" 



Bisogna imparare a convivere 

anche con le cose 

che non si superano.

Perché è inutile stare ad ascoltare 

i bei discorsi sul tempo che guarisce 

le ferite, sulle cose belle che verranno, 

sulla vita che ti sorprende 

quando meno te lo aspetti. 

Ci sono segni che non si cancellano, 

lividi che non passano, 

vuoti che non si possono riempire. 

Cose rotte che resteranno rotte 

per sempre, non c'è nulla da fare. 

E nemmeno da dire. 

Bisogna solo far propria l'idea 

che niente sarà come prima, 

mai più. 

Che la vita che verrà è nuova, 

anche se non come l'avevamo 

immaginata. 

Forse ci saranno diverse felicità, 

nuove occasioni, nuovi spunti. 

Ma non c'è alcuna cosa al mondo 

che possa farci tornare 

chi eravamo prima 

che accadesse quello che 

non possiamo più cambiare 

e che ci ha cambiati per sempre. 

È l'unica certezza. 

Per sempre. 


Bisogna imparare a convivere 

con tutto quello che non avevamo 

nemmeno mai immaginato, 

nascendo di nuovo, in un modo 

innaturale, perché ce lo impone 

il turbinio dell'esistenza, 

la forza che nemmeno 

sapevamo di avere. 

Spezzati, Ma vivi…

lunedì 18 novembre 2024

E poi un giorno accade

  

Poi succede che un giorno le vedi per come sono. All'improvviso, le persone che volevi a tutti i costi nella tua vita, le vedi per come sono. E senti di aver fatto un grosso torto a te stessa, per aver tanto insistito. Ti pare incredibile aver tenuto da parte parole tanto belle soltanto per loro. Averle amate nonostante di amabile avessero poco. Ma succede che un giorno vedi tutto com'è. E ti trovi di fronte uno spettacolo quasi ridicolo che tu, proprio tu, hai messo in scena. Allora sorridi. Con la mano tiri via il velo dagli occhi e te lo conservi, per ricordarti del tempo in cui non sapevi vedere. Alzi la testa, ti sposti i capelli dal viso e riparti. Sei più forte adesso. È sempre più forte chi ha il coraggio della verità.


martedì 22 ottobre 2024

Grazie hai sempre parole uniche



 Ci saranno dei giorni in cui non vedrai alcun motivo per andare avanti. Va bene. 

Ci saranno dei giorni in cui persino il pensiero 

di alzarti dal letto ti farà venire voglia di piangere. 

Va bene anche questo. 

Ci saranno dei giorni in cui non ti ricorderai 

nemmeno come si fa a piangere, 

o a sorridere, o a vivere, in cui la stanchezza 

ti peserà sulle palpebre e sulle ossa fino a schiacciarti. 

Ne avrai ogni ragione. 

Ma ricordati sempre 

che ciò che senti non dura per sempre. 

Che è tutto temporaneo. Che qualcuno, prima di te, 

ha provato quello che provi tu adesso, ed è sopravvissuto. (...) 

Va bene cadere. Va bene. 

Quando arriveranno quei giorni, 

ricorda le cose per cui vale la pena andare avanti, 

qualsiasi piccola cosa – il prossimo film in uscita, 

un amico che ti invita a uscire, 

il libro che non hai ancora letto. 

Ricorda che tutto prima o poi finisce, 

che il sipario prima o poi deve 

sempre calare su tutto. 

Lascialo calare sulle amicizie finite, 

sugli amori passati, sulla tristezza che ti stringe la gola, 

sulle cattiverie che ti hanno detto, 

sui tuoi sbagli, sui rimpianti, sulle parole 

che non avresti dovuto pronunciare, su tutte quelle piccole cose che ti pesano sulle spalle come macigni. 

Lascialo cadere su tutto, tranne che su di te. 

Mai su di te. 

Perché non lo meriti. 

Perché meriti di più di un sipario chiuso, 

di un copione finito in tragedia. 

Perché meriti di stare bene, e ti prometto, 

ti prometto che succederà e sarai felice 

di non aver deciso di lasciarti andare. 

Ti prometto che un giorno ti sveglierai e andrà tutto bene. 

Fino ad allora, tieni duro. 

Alzati dal letto quando sembra impossibile. 

Esci quando vorresti rinchiuderti dentro. 

Apprezza le cose belle 

quando vorresti solo piangere. 

È una bella vita, in fin dei conti, te lo giuro. 

È una bella vita. 

E tu la meriti. 

Con affetto P.

venerdì 18 ottobre 2024

Le persone tossiche




Le persone tossiche ti fanno questo: ti fanno credere in loro.

Trascorrono il tempo con te, vogliono conoscere i tuoi segreti

Guadagnano la tua fiducia, amicizia e rispetto.

Ti mostrano supporto.

Ti mostrano affetto.

E ti fanno addirittura credere nel potere dell'amore.

E poi, presto o tardi, iniziano a succhiarti la vita e tutto ciò che amavi di te stesso senza pensarci due volte.

Iniziano a distruggere.

Iniziano a bruciare

Iniziano a svalutare.

E non prendono mai minimamente in considerazione ciò che tu provi.

Abusano di te mentalmente.

Sfiniscono il tuo cuore.

E provano un brivido di eccitazione facendolo.

E terribile, lo so, però persone cosi esistono. E sono li fuori.

Ad aspettare.

Facendo finta di volerti salvare.

Quando, in realtà, tutto ciò che vogliono è vederti affogare.

Autore sconosciuto

C’è un tempo x tutto





Non si può capire sempre tutto... Non si può davvero.

Non si può avere sempre l'umore giusto per comprendere, mettersi nei panni, assecondare, sopportare o supportare.

Non si può sempre accettare le scuse, i ritardi, le dimenticanze, le indelicatezze, gli errori, i "mi dispiace" detti dopo "pugni di vita" piantati in pieno viso.

No... non si può.

Non si può perché arriva un giorno in cui, all'improvviso, ti pesa tutto e quell'accomodante "non ti preoccupare, va tutto bene" si trasforma in un: "BASTA!", gridato a pieni polmoni in faccia a chi della tua bontà ne ha abusato ad oltranza. Ed è come quel famoso bicchiere che cade mille volte, rimanendo intatto, e poi lo sfiori con un dito e si frantuma in mille pezzi. E tutti restano lì, a guardarlo sorpresi e a domandarsi come sia possibile...

Poi una voce suggerisce la risposta: "È fragile!".

Già... fragile. Ogni tanto ce ne dimentichiamo... di essere fragili. Di esserlo tutti. Che lo sono anche le persone che ci amano. E che "c'è un limite a tutto" non è solo un modo di dire.

A raccogliere pezzi di vetro, si rischia sempre di tagliarsi. Per non ferirsi, non fatelo rompere.


mercoledì 16 ottobre 2024

Eccoci al ciao finale della prosa,

 


La giornata oggi ha l’aria di un autunno stanco, dove le foglie cambiano colore con una dolcezza rassegnata, come se sapessero che anche la loro bellezza è destinata a cadere. Il vento porta via il rosso, l’oro, il marrone di ciò che è stato, mentre la vita cerca di farsi strada dentro di me, anche se ormai sembra rimasta così poca forza. È come se ogni giorno fosse un passo faticoso verso un nuovo tentativo, un altro tentativo di far camminare un corpo che ha indossato troppe armature, che è stato riparato così tante volte da essere diventato fragile.
Da qui le montagne sembrano quasi vicine, nascoste tra le nubi che appaiono morbide come coperte, ma non c’è calore in quella visione, solo una tristezza ovattata. Attorno, il via vai dei parenti, le voci che sussurrano preoccupazione nei corridoi vasti e silenziosi, pavimentati con quel linoleum che conosco ormai a memoria, un suono che accompagna ogni passo, come un ritornello che non ti abbandona mai. Le sedie nei lunghi corridoi, come piccoli rifugi improvvisati, e quelle vetrate che lasciano intravedere il verde del giardino da una parte,con l’ingresso del pronto soccorso e le montagne dall’altra. Tutto sembra lontano, come se anche il mondo esterno fosse diventato un’eco sbiadita di una vita che osservi ma a cui non appartieni più.

Le cuffie nelle orecchie, mi permettono di non aver vicini forse credono che tu non senta. E forse hanno ragione, non sento più davvero.Sono qui ma allo stesso tempo, non ci sono. E quando le infermiere mi vengono a cercare e mi sgridano, mi dicono di tornare a letto, la loro preoccupazione sembra così distante, così vuota, come se appartenesse a un’altra persona, a un altro tempo. Non importa più, non delle loro parole, non di quel letto che ti accoglie come una promessa che non vuoi più ascoltare .La sera arriva, e forse l’unico sollievo è il sorriso di chi sa, dove sono,di chi ancora ti racconta la vita fuori, quella vita normale che ormai senti così distante, fatta di problemi quotidiani che a te sembrano così irrilevanti. Le ore passano, lente, diverse da Pisa, dalla Svizzera, da Bologna o Rimini. Qui c’è una calma strana, una calma che non parla, perché forse non c’è più nulla da dire. Mi sento un involucro vuoto, un’anima che si è allontanata, mentre il corpo attende, attende di scoprire cosa ci sarà dietro quelle porte di una sala operatoria che ti aspetta, come se fosse una strana ironia. Forse sarebbe più bello vedere una mostra di Van Gogh, perdersi in quei colori vibranti che, come lui raccontano di dolori profondi, di cuori che hanno amato troppo e resistito troppo a lungo.